La rilevazione dell'economia italiana effettuata dall'Istat mostra un Pil in calo dello 0,2% rispetto al secondo trimestre 2011, nonostante due giornate lavorative in più. Nei primi nove mesi dell'anno, il Prodotto interno lordo italiano mostra una crescita del solo lo 0,5%.
Secondo l'istituto statistico, nel terzo trimestre del 2011 tutte le componenti della domanda interna sono in calo. Le importazioni mostrano una flessione dell'1,1%, mentre le esportazioni sono cresciute dell'1,6%. Il calo del Pil nel terzo trimestre è dovuto sia alla diminuzione della domanda nazionale (per una quota dello 0,4%), sia la variazione delle scorte (che ha contribuito per lo 0,5%), mentre rimane positivo (+0,8%) l'andamento della domanda estera. Agricoltura e industria hanno andamenti congiunturali negativi (rispettivamente dello 0,9% e dello 0,1%), mentre i servizi sono stazionari.
L'Istat comunica anche l'andamento del Pil negli altri Paesi, sempre per quanto riguarda il terzo trimestre 2011. In termini congiunturali (ossia sul trimestre precedente), il Pil è aumentato dell’1,5% in Giappone, dello 0,5% negli Stati Uniti, in Germania e nel Regno Unito, dello 0,4% in Francia. In termini tendenziali (sullo stesso periodo del 2010), il Pil è aumentato del 2,6% in Germania, dell’1,6% in Francia, dell’1,5% negli Stati Uniti e dello 0,5% nel Regno Unito, mentre in Giappone è calato 0,2%. Nel complesso dell’area Euro, il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,2%. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente la crescita è stata pari all’1,4%.
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