L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha riaperto e ridefinito le condizioni per l'acquisizione del 100% di Terminal San Giorgio da parte di Ignazio Messina & C, autorizzando l'operazione con un pacchetto di rimedi vincolanti di governo. Il provvedimento numero 31978 è stato adottato in ottemperanza alle sentenze del Consiglio di Stato (numero 10384/2025) e del Tar Lazio, che avevano annullato il precedente via libera (provvedimento numero 31198) su ricorso di Grimaldi Euromed.
Il caso trae origine da una contestazione sul governo aziendale. Grimaldi Euromed impugnò la prima delibera sostenendo che i patti parasociali originari lasciassero a Marinvest - la società tramite cui il gruppo Msc partecipa alla compagine azionaria di Ignazio Messina & C - margini d’ingerenza nelle decisioni del terminal attraverso meccanismi di consultazione preventiva. I giudici amministrativi accolsero le censure, costringendo l'Autorità a riaprire l'istruttoria e a ricalcolare gli effetti distorsivi dell'operazione tenendo conto della saturazione infrastrutturale dei porti limitrofi.
In questa ultima decisione l'Agcm conclude che l'acquisizione non genera effetti unilaterali avversi, nonostante la quota di mercato congiunta post-operazione raggiunga il 60-65% nel mercato dei servizi terminalistici per merci rotabili sull'arco ligure e alto-tirrenico (Genova, Savona-Vado, Marina di Carrara). La percentuale sale all'80-85% se si escludono i traffici cosiddetti captive, cioè gestiti internamente dai gruppi armatoriali per le proprie navi. La ragione per cui l'Autorità non ravvisa rischi orizzontali è prettamente infrastrutturale: i principali terminal concorrenti, ossia Stazioni Marittime e Savona Terminal Auto, risultano già in stato di saturazione e non dispongono di capacità residua sufficiente a esercitare una reale pressione competitiva in caso di rincari da parte del terminal acquisito.
Il fulcro dell'analisi si è spostato sposta dunque sull'integrazione verticale. Marinvest controlla Gnv, attiva nel trasporto marittimo di merci sulle rotte Genova-Palermo e Genova-Malta, dove opera in regime di duopolio con il gruppo Grimaldi. Poiché Grimaldi utilizza Terminal San Giorgio per oltre il 95% dei propri traffici rotabili in partenza da Genova, l'infrastruttura è considerata difficilmente sostituibile nel breve periodo. L'istruttoria ha messo in evidenza un chiaro incentivo economico per Marinvest ad adottare una strategia di preclusione degli accessi a monte, attraverso aumenti tariffari o limitazioni di spazio, a danno di Grimaldi, in modo da favorire l'acquisizione di quote di mercato da parte di Gnv nelle tratte marittime a valle.
La razionalità economica di questa strategia è quantificata dall'Agcm attraverso i cosiddetti indici vGuppi (Vertical Gross Upward Pricing Pressure), che misurano l'incentivo del soggetto integrato verticalmente ad aumentare i costi del servizio a monte per avvantaggiare la propria controllata a valle. I margini operativi generati dai servizi di trasporto marittimo di Gnv risultano largamente superiori ai margini del terminal: qualsiasi perdita di volumi terminalistici sarebbe ampiamente compensata dalla conquista delle quote di mercato di Grimaldi. L'indice medio calcolato dall'Autorità si attesta al 608% per l'anno 2022 e al 529% per il 2025, a fronte di soglie di attenzione standard comprese tra il 5% e il 10%. Sulla tratta Genova-Malta, il valore di picco raggiunge il 2.380% nel 2022. Analogamente, l'indice che stima la quota dei maggiori costi terminalistici che Grimaldi trasferirebbe sui prezzi finali ai propri clienti si attesta all'84,2%.
Per scongiurare il blocco dell'operazione, Ignazio Messina & C ha proposto un insieme di rimedi di governo che l'Agcm ha reso vincolanti con il provvedimento. In primo luogo, il potere di nomina del Consiglio d’amministrazione e delle figure apicali di Terminal San Giorgio è riservato esclusivamente al gruppo Messina, con abolizione di qualsiasi obbligo di consultazione con Marinvest o con società del gruppo Msc. In secondo luogo, è introdotto un divieto di interlocking: i componenti del consiglio di Terminal San Giorgio non possono ricoprire, né aver ricoperto nei tre anni precedenti, incarichi in società del gruppo Msc. In terzo luogo, è prevista la trasformazione di Terminal San Giorgio da società a responsabilità limitata in società per azioni: la forma giuridica più opaca limita i diritti di informazione di Marinvest alla sola consultazione dei libri sociali obbligatori, precludendo l'accesso ai flussi operativi sensibili del terminal. Infine, il piano economico-finanziario e il bilancio preventivo annuale saranno approvati in autonomia dal consiglio di amministrazione di Terminal San Giorgio, e le garanzie finanziarie necessarie all'attività del terminal saranno fornite unicamente dal gruppo Messina.
Antonio Illariuzzi









































































